Case tardoantiche del quartiere centrale

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Il quartiere centrale di Nora, situato a sud del teatro, tra le due strade dirette verso il promontorio meridionale della penisola, fu portato estesamente in luce da Gennaro Pesce negli anni Cinquanta del secolo scorso. Se si eccettua l’inserimento delle imponenti Terme centrali, avvenuto nella media età imperiale, questo settore della città antica mantenne nel tempo una spiccata vocazione abitativa. Nell’area sono infatti noti sia alcuni resti di vani domestici risalenti all’età romana repubblicana sia ampie porzioni di più recenti case mosaicate databili all’età imperiale (ad esempio il cosiddetto “ninfeo” e il peristilio cui si sovrappose il corridoio di ingresso tardoantico alle Terme centrali).
La stessa vocazione abitativa del quartiere rimase ben viva anche in età tardoantica, a partire dal V sec. d.C., quando questo settore urbano fu coinvolto in una generale opera di riorganizzazione edilizia. Qui, grazie al riesame dell’intera area recentemente operato dall’Università di Milano, è stato riconosciuto uno dei principali complessi residenziali tardoantichi dell’intera Sardegna. Le case che lo compongono sono contraddistinte dalla presenza di spazi produttivi e artigianali al piano terra, dove si alternano ambienti utilitari e aree scoperte, mentre i vani abitativi si trovavano prevalentemente ai piani superiori. I nuovi edifici riutilizzano largamente strutture e materiali costruttivi provenienti da contesti più antichi, caduti in disuso. Si tratta di un genere di edilizia domestica assai diverso rispetto a quello di età romana imperiale, la cui affermazione si deve ai profondi cambiamenti politici e sociali avvenuti tra la fine dell’età antica e l’alto Medioevo. I dati più completi riguardano la zona orientale del quartiere, dove sono noti tre edifici domestici. In particolare, la casa meglio conservata è accessibile dalla via che separa il quartiere centrale dalle case del litorale meridionale. Il piano terra, più basso rispetto alla strada, gravita su una corte scoperta (A) con un forno circolare sul lato di fondo (B). Dirigendosi verso nord si incontra un secondo spazio aperto (C), con pozzo, che dà accesso a un magazzino o deposito sul lato ovest (D) e a una possibile stalla sul lato opposto (E). Verso sud si incontrano un secondo magazzino o deposito (F), una tettoia (G) e un ambiente produttivo (H), come testimoniato dal ritrovamento di torchi e frantoi. Una scala in legno dava accesso ai vani abitativi del piano superiore, non conservato.

Fotografie storiche

Fotografie delle strutture archeologiche

Per saperne di più

  • Pesce G., Nora. Guida agli scavi, Cagliari 19722, p. 75, n. XI.
  • Angiolillo S., Mosaici antichi in Italia. Sardinia, Roma 1981, pp. 56-60.
  • Bejor G., Nora I. L’abitato romano: distribuzione, cronologie, sviluppi, in “Quaderni della Soprintendenza archeologica per le Province di Cagliari e Oristano”, 9, 1992, pp. 125-132.
  • Tronchetti C., Nora, Sassari 20012, pp. 30-31, n. 10.
  • Bejor G., Riscavo di uno scavo: la riscoperta di Nora tardoantica, in Sviluppi recenti nell’antichistica. Nuovi contributi, a cura di V. De Angelis, Milano 2004, pp. 1-21.
  • Bejor G., Una città di Sardegna tra Antichità e Medio Evo: Nora, in Orientis radiata fulgore. La Sardegna nel contesto storico e culturale bizantino, Atti del Convegno (Cagliari, 30 novembre - 1 dicembre 2007), a cura di L. Casula, A.M. Corda, A. Piras, Cagliari 2008, pp. 95-113.
  • Bejor G., Le trasformazioni della città antica. Dalle campagne di scavo della cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte Greca dell’Università degli Studi di Milano nel 2006, in Nova vestigia antiquitatis. Seminari 2006-2007, a cura di G. Zanetto, S. Martinelli Tempesta, M. Ornaghi, Milano 2008, pp. 95-110.
  • Belgiovine E., Le trasformazioni del quartiere centrale di Nora: la ricostruzione delle case, in “Lanx”, 14, 2013, pp. 63-82.