Terme a mare

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Il maggiore complesso termale di Nora si trova nel settore occidentale della penisola, al termine della lunga via che attraversa l’area urbana da est ad ovest. L’edificio, scavato da Carlo Tronchetti negli anni Settanta del secolo scorso, è comunemente noto con il nome di “Terme a mare” per la sua attuale posizione prossima alla linea di costa, un tempo però ben più avanzata rispetto ad oggi. Di dimensioni assai imponenti, si sviluppa con una pianta rettangolare su una superficie superiore a 2330 mq. Le sue strutture sono realizzate in opera cementizia con paramenti esterni in laterizi; nell’area giacciono numerosi resti delle pesanti volte di copertura crollate in seguito all’abbandono dell’edificio.
L’ingresso dalla strada avviene attraverso una scala composta da tre gradini in andesite, che permette di raggiungere l’angolo del porticato (A) sui lati nord ed est dell’edificio. Un’altra scaletta, più recente, si trova poco più a ovest della prima. Dal portico si entra nell’atrio principale (B) e, quindi, nello spogliatoio mosaicato (apodyterium; C); un secondo atrio (M), simile al precedente, si trova in posizione simmetrica sul lato sud. I due atri conducono alla grande sala per i bagni freddi (frigidarium; D), originariamente rivestita in marmo, con due vasche sui lati nord e sud, sormontate da tre nicchie parietali. Il frigidarium costituisce l’ambiente di snodo al centro dell’edificio e consente di raggiungere i vani riscaldati nel settore ovest, oggi in gran parte eroso dal mare. Il percorso avviene secondo uno schema di fruizione circolare: tepidarium (E), ambiente ellissoidale (F), calidarium absidato con vasca per i bagni caldi (G), piccolo vano di passaggio (H). Dal frigidarium si passa anche a un altro ambiente absidato sud-occidentale (I), purtroppo molto compromesso, in collegamento con un piccolo vano di passaggio (L) diretto all’atrio meridionale (M): si tratta forse del settore balneare destinato all’utenza femminile. Ingegnose sono le strutture di servizio: il riscaldamento, che avveniva attraverso intercapedini sottostanti sia ai pavimenti sia alle pareti, era assicurato da una serie di forni disposti lungo un corridoio seminterrato (N), mentre la disponibilità idrica era garantita da alcuni serbatoi sopraelevati riforniti dall’acquedotto cittadino. All’estremità sud-est si trova una latrina (O), che sfruttava il deflusso dell’acqua proveniente dal frigidarium. La costruzione delle terme risale alla fine del II o ai primi decenni del III sec. d.C. Diversi interventi di ristrutturazione furono apportati nella prima metà del V sec. d.C. È stato ipotizzato che nell’ultima fase di utilizzo l’edificio abbia perso la sua funzione originaria per essere trasformato in una fortezza a controllo della vicina insenatura portuale. Il crollo della struttura fu causato da un incendio verso la fine del VII oppure nell’VIII secolo, all’epoca delle devastanti incursioni arabe lungo le coste sarde.

Fotografie storiche

Fotografie delle strutture archeologiche

Ricostruzioni 3D

Tour virtuale (calidarium)

Tour virtuale (frigidarium)

 

Per saperne di più

  • Pesce G., Nora. Guida agli scavi, Cagliari 19722, pp. 83-85, n. XIX.
  • Angiolillo S., Mosaici antichi in Italia. Sardinia, Roma 1981, p. 32.
  • Tronchetti C., Le terme a mare, in Nora. Recenti studi e scoperte, Pula 1985, pp. 71-81.
  • Tronchetti C., Nora, Sassari 20012, pp. 48-55, n. 20.
  • Ghiotto A.R., L’architettura romana nelle città della Sardegna, Roma 2004, pp. 115-116, 126-127.