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Tempio romano

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Il Tempio romano occupa le basse pendici sud-orientali del cosiddetto “colle di Tanit”, tra il complesso monumentale del foro e il teatro. Portato in luce da Gennaro Pesce negli anni Cinquanta del secolo scorso, è stato recentemente indagato dall’Università di Padova, per essere poi restaurato e valorizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le Province di Cagliari e Oristano.
L’edificio di culto, uno dei templi meglio conservati dell’intera città antica, è inserito all’interno di un’area recintata da un peribolo in muratura, accessibile dal portico che fiancheggia il lato settentrionale della strada che dal foro sale al vicino teatro. All’interno del recinto si apre una corte mosaicata (A); una breve gradinata frontale, interrotta al centro da un altare, conduce al pronao (B) del tempio vero e proprio, che presentava una fronte esastila di cui si conserva soltanto la colonna reinnalzata all’estremità occidentale. Dal pronao si accede alla cella a pianta quadrangolare (C), pure pavimentata a mosaico, che costituisce l’ambiente centrale dell’edificio sacro. Sul fondo si apre il penetrale (D), un vano angusto e riservato, dotato di due ingressi e di un mosaico pavimentale bianco, al cui interno era custodito il simulacro della divinità. Esternamente le pareti laterali della cella erano scandite da semicolonne, di cui rimangono soltanto alcuni basamenti lungo il lato occidentale.
All’esterno del tempio, ma sempre entro il recinto dell’area sacra, un’uscita secondaria rivolta verso ovest permette la comunicazione diretta con lo stretto diverticolo alle spalle del teatro.

Sempre sul lato occidentale, un corridoio scoperto (E) si sviluppa parallelamente alla cella e permette di raggiungere tre vani allineati (F, G, H), in qualche modo connessi con le pratiche religiose; il lato orientale è invece meno conservato. Il complesso sacro fu costruito attorno al 230 d.C., al culmine del lungo processo di sviluppo urbano che interessò Nora in questa fase storica. Il nome della divinità cui era dedicato rimane ignoto, ma è probabile che l’edificio fosse connesso con il culto imperiale. Il Tempio romano sorse sui resti di precedenti edifici sacri e prima ancora abitativi, i quali loro volta si sovrapposero alle tracce di una o più capanne di età fenicia. Di notevole interesse è un deposito votivo della seconda metà del III sec. a.C., composto da una maschera in terracotta e da 18 monete d’argento, rinvenuto nello scavo di uno dei tre ambienti laterali.

Fotografie storiche

Fotografie delle strutture archeologiche

Fotografie dei materiali archeologici

Ricostruzioni 3D

Tour virtuale (corte)

Tour virtuale (cella)

Per saperne di più

  • Pesce G., Nora. Guida agli scavi, Cagliari 19722, pp. 55-58, n. III.
  • Angiolillo S., Mosaici antichi in Italia. Sardinia, Roma 1981, pp. 32-38.
  • Tronchetti C., Il tempio romano, in Nora. Recenti studi e scoperte, Pula 1985, pp. 82-83.
  • Tronchetti C., Nora, Sassari 20012, pp. 25-26, n. 6.
  • Ghiotto A.R., L’architettura romana nelle città della Sardegna, Roma 2004, pp. 46-47.
  • Tomei D., Gli edifici sacri della Sardegna romana: problemi di lettura e di interpretazione, Ortacesus 2008, pp. 170-180, 214-216.
  • Bonetto J., Falezza G., Scenari di romanizzazione a Nora: un deposito di fondazione e un deposito votivo per la costituzione della provincia Sardinia et Corsica, in “Sardinia, Corsica et Baleares antiquae”, VII, 2009, pp. 81-100.
  • Bonetto J., Ghiotto A.R., Berto S., Cespa S., Falezza G., Furlan G., Pavoni M.G., Zara A., Il Tempio romano, in “Quaderni Norensi”, 3, 2010, pp. 161-208.
  • Berto S., Falezza G., Ghiotto A.R., Zara A., Il Tempio romano di Nora. Nuovi dati, in L’Africa romana, XIX, Atti del Convegno internazionale (Sassari, 16-19 dicembre 2010), a cura di M.B. Cocco, A. Gavini, A. Ibba, Roma 2012, pp. 2911-2930.
  • Bonetto J., Ghiotto A.R., Bertelli A., Berto S., Cespa S., Falezza G., Di Maio R., La Manna M., Meola C., Piegari E., Savio L., Stella A., Tabaglio M., Zara A., Area P. Il quartiere orientale, in “Quaderni Norensi”, 4, 2012, pp. 131-261.
  • Bonetto J., L’insediamento fenicio di Nora e le comunità nuragiche circostanti: contatti e distanze, in Materiali e contesti nell’età del Ferro sarda, Atti del Convegno (San Vero Milis, 26 maggio 2012), “Rivista di Studi Fenici”, XLI, 2013, pp. 173-183.
  • Bonetto J., Ghiotto A.R., Berto S., Savio L., Tabaglio M., Zara A., Area P. Il quartiere orientale, in “Quaderni Norensi”, 5, 2014, pp. 139-188.
  • Zara A., Il Tempio romano di Nora. Riflessioni attorno alla dedica dell’edificio di culto sulla base di un frammento epigrafico inedito, in L’Africa romana, XX, Atti del Convegno internazionale (Alghero, 26-29 settembre 2013), a cura di P. Ruggeri, Roma 2015, pp. 1889-1902.
  • Berto S., Zara A., Il Tempio romano di Nora: dallo scavo alla valorizzazione, in Angiolillo S., Giuman M., Carboni R., Cruccas E. (a cura di), Nora Antiqua, Atti del convegno di studi (Cagliari, 3-4 ottobre 2014), Perugia 2016, pp. 209-216.