Cosiddetto “Tempio di Tanit”

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I poderosi resti del cosiddetto “Tempio di Tanit”, portati in luce da Giovanni Patroni nel 1901, si trovano sulla sommità del colle che si eleva al centro della penisola di Nora (generalmente noto come “colle di Tanit”), dal quale si gode di una splendida vista complessiva sulla città antica e sul mare circostante. Nell’ultimo decennio l’area è stata sottoposta a nuove indagini da parte dell’Università di Viterbo.
Gli scavi dell’inizio del Novecento restituirono un articolato complesso strutturale e una pietra piramidale alta 56 cm (betilo) interpretata come immagine aniconica della dea cartaginese Tanit, alla quale si pensò che l’edificio e l’area circostante, denominata “Alto luogo di Tanit”, fossero consacrati. Dalle indagini emersero i resti di una fondazione formata da cassoni in muratura costruiti a secco con conci e grandi blocchi in andesite e in granito rosa, riempiti da materiale incoerente (pietrame e argilla pressata). Su questo basamento a pianta quasi quadrata (10 x 11 m) poggiante sulla roccia si doveva innalzare un edificio, del quale peraltro appare molto difficile ricostruire la planimetria e lo sviluppo, oppure un semplice altare a cielo aperto, forse circondato da un colonnato. Gli studi successivi, pur con qualche parere discordante, hanno ribadito l’ipotesi che in questa struttura sia effettivamente riconoscibile un edificio o comunque un luogo di culto; ormai superate sono invece da considerarsi le interpretazioni relative a una sua eventuale funzione difensiva. La ripresa delle ricerche in anni recenti ha suggerito una probabile datazione dell’impianto alla prima età punica (fine del VI - V sec. a.C.) e una continuità d’uso dell’area fino ad epoca ellenistica inoltrata, ma ha pure dimostrato l’esistenza di una frequentazione più antica della zona e l’estensione delle strutture legate al complesso cultuale verso le pendici settentrionali e orientali del colle. Priva di riscontro concreto risulta invece l’ipotesi che la sommità del rilievo fosse precedentemente occupata da una struttura nuragica, di cui rimarrebbe testimonianza in alcuni blocchi di reimpiego.

Fotografie storiche

Fotografie delle strutture archeologiche

Per saperne di più

  • Patroni G., Nora. Scavi eseguiti durante il mese di luglio 1901, in “Notizie Scavi”, 1902, pp. 71-82.
  • Patroni G., Nora. Colonia fenicia in Sardegna, in “Monumenti antichi dei Lincei”, 14, 1904, cc. 109-268.
  • Pesce G., Nora. Guida agli scavi, Cagliari 19722, pp. 47-50, n. I.
  • Chiera G., Testimonianze su Nora, Roma 1978, pp. 50-53.
  • Bondì S.F., L’“Alto luogo di Tanit” a Nora: un’ipotesi di rilettura, in “Egitto e Vicino Oriente”, III, 1980, pp. 259-262.
  • Perra C., L’architettura templare fenicia e punica di Sardegna: il problema delle origini orientali, Oristano 1998, pp. 177-180.
  • Tronchetti C., Nora, Sassari 20012, p. 20, n. 2.
  • Finocchi S., Il colle e l’“Alto luogo di Tanit”: campagne 2003-2004, in “Quaderni Norensi”, 1, 2005, pp. 135-152.
  • Oggiano I., Lo spazio sacro a Nora, in Atti del V Congresso internazionale di Studi fenici e punici (Marsala-Palermo, 2-8 ottobre 2000), a cura di A. Spanò Giammellaro, Palermo 2005, pp. 1029-1044.
  • Finocchi S., Garbati G., Il colle e l’“Alto luogo di Tanit”: campagne 2005-2006. Lo scavo della cisterna: notizia preliminare, in “Quaderni Norensi”, 2, 2007, pp. 211-233.
  • Finocchi S., Dessena F., Tirabassi L., Il colle e l’“Alto luogo di Tanit”: campagne 2007-2011. Lo scavo del versante settentrionale: le evidenze strutturali preromane, in “Quaderni Norensi”, 4, 2012, pp. 299-323.
  • Bonetto J., Pula. Nora, tempio cd. di Tanit, in La Sardegna di Thomas Ashby. Paesaggi, archeologia, comunità. Fotografie 1906-1912, a cura di G. Manca di Mores, Sassari 2014, p. 299, n. 180.