Foro romano

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Il foro costituisce il maggior complesso monumentale pubblico della città romana: il suo aspetto e le sue dimensioni dovevano infatti essere consoni alle importanti funzioni civiche, in particolare politiche e amministrative, che si svolgevano al suo interno. Esso fu portato estesamente in luce da Gennaro Pesce negli anni Cinquanta del secolo scorso; nuovamente indagato dall’Università di Padova tra la fine dello stesso secolo e l’inizio dell’attuale, è stato poi restaurato e valorizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le Province di Cagliari e Oristano.

Il complesso del foro si compone di vari edifici, disposti attorno a una grande piazza (34 x 44,2 m) ancora in parte pavimentata con le originali lastre di andesite violacea. La piazza (A) era ornata da una serie di statue onorarie poste al centro e lungo i lati; oggi di esse rimane, seppur fuori contesto, soltanto una base in andesite iscritta che sorreggeva la statua dedicata a un’illustre cittadina norense di nome Favonia Vera. I lati lunghi della piazza erano fiancheggiati da due portici (B, D), alle cui spalle si aprivano importanti edifici pubblici, come la curia sul lato occidentale (C) e la basilica civile su quello orientale (E): la prima, pavimentata in marmo (opus sectile), era sede del senato cittadino composto dall’ordine dei decurioni; la seconda, nota anche da un’iscrizione, era invece funzionale soprattutto all’amministrazione della giustizia. Sul lato breve settentrionale si trovano i resti di un tempio (F) sorto nel luogo di un precedente edificio sacro di età punica, mentre l’opposto lato meridionale risulta interamente perduto a causa dell’azione erosiva del mare, ad eccezione di un allineamento murario ancora conservato in fondazione lungo l’attuale linea di battigia.

La costruzione del foro si data alla seconda metà del I sec. a.C., in seguito all’istituzione del municipium che rese gli abitanti di Nora cittadini romani; la sua costruzione comportò un deciso cambiamento nell’assetto urbano, con la demolizione e l’interramento del sottostante quartiere punico. Dopo un paio di secoli, tra la fine del II e i primi decenni del III sec. d.C., l’intero complesso forense fu sottoposto a un’intensa attività di potenziamento architettonico, che comportò l’ampliamento della piazza, il restauro della basilica pavimentata con un nuovo mosaico e la costruzione di due archi di accesso da nord-est e da nord-ovest. Il foro, ristrutturato anche nel corso del IV e all’inizio del V sec. d.C., rimase in uso fino al collasso delle istituzioni cittadine sopraggiunto con la conquista vandala.

Fotografie storiche

Fotografie delle strutture archeologiche

Fotografie dei materiali archeologici

Tour virtuale (Vista da sud-ovest)

 
 

Tour virtuale (Vista dal centro)

 
 

Tour virtuale (Vista da nord-est)

 
 

Viste ricostruttive

Per saperne di più

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  • Bonetto J., Novello M., Il foro romano (area “P”), in Ricerche su Nora – I (anni 1990-1998), a cura di C. Tronchetti, Cagliari 2000, pp. 183-195.
  • Tronchetti C., Nora, Sassari 20012, pp. 23-25, n. 5.
  • Bonetto J., Ghedini F., Ghiotto A.R., Il foro di Nora. Le linee metodologiche della ricerca e lo scavo del tempio sul lato nord della piazza, in Nora 2003, Pisa 2003, pp. 57-70.
  • Ghiotto A.R., L’architettura romana nelle città della Sardegna, Roma 2004, pp. 60-63.
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  • Bonetto J., Ghiotto A.R., Roppa A., Variazioni della linea di costa e assetto insediativo nell’area del foro di Nora tra età fenicia ed età romana, in L’Africa Romana, XVII, Atti del Convegno internazionale (Siviglia, 14-17 dicembre 2006), a cura di J. González, P. Ruggeri, C. Vismara, R. Zucca, Roma 2008, pp. 1665-1688.
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  • Berto S., Savio L., Il saggio PG. Campagna di scavo 2009, in “Quaderni Norensi”, 4, 2012, pp. 137-144.